Presentazione del secondo volume di Visioni d’Archivi – il semestrale dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – dal titolo “Irpinia 1980. Evocare il terremoto, ripensare i disastri”.
 
Link al webinar: https://bit.ly/317S8SZ
 
Saranno presenti, oltre ai curatori:
Il prof. Daniele Parbuono (Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Dea dell’Università di Perugia)
il Prof. Maurizio Oliviero (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia)
Il Prof. Leandro Ventura (Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale)
la Prof. Mara Benadusi (Università degli Studi di Catania)
il Prof. Riccardo Putti (Università degli Studi di Siena)
la dott.ssa Antonella Recchia (già Segretario Generale MIC)
la prof.ssa Cristina Papa (Presidente Fondazione Angelo Celli)
dott.ssa Stefania Cirillo (Comitato alunni della Scuola)
 
Pochi mesi dopo il 23 novembre 1980 tre fotografi del Museo di Arti e Tradizioni popolari mossi dall’urgenza di documentare cosa restasse di 19 paesi (Avellino, Calabritto, Castelfranci, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Serino, Teora, Avigliano, Balvano, Bella, Savoia di Lucania, Ruoti, Colliano, Laviano, Oliveto Citra, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva) delle province di Avellino, Potenza e Salerno, così duramente colpite da una scossa di terremoto tanto devastante quanto sarebbe stata la ricostruzione che si stava avviando. Centinaia di immagini che, a distanza di quarant’anni, acquistano ulteriori significati perché interpretate non solo da chi osserva i fenomeni sociali innescati dai disastri e rese pubbliche per essere restituite alle comunità che oggi vivono quei luoghi al tempo sospesi e a chiunque voglia capire cosa sia stato quell’evento tragico.
“Irpinia 1980. Evocare il terremoto, ripensare i disastri” è il secondo numero di Visioni d’Archivio, quaderno dell’ Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale curato da Irene Falconieri, Fabio FIchera e Simone Valitutto con Massimo Cutrupi (Photo editor della collana).
Il volume è pubblicato da Effigi Edizioni e speriamo davvero tanto che ciò che il volume contiene possa ritornare nei paesi del Cratere.
 
I temi e gli autori: Il terremoto dei poveri (Luciano Blasco, Patrizia Ciambelli, Paolo Revelli Beaumont), Lutto (Canio Loguercio), Oggetti e intimità (Irene Falconieri), Zone rosse e abbandoni (Fabio Carnelli, Pitzalis Silvia), Abitare l’emergenza (Gabriele I. Moscaritolo, Sara Zizzari), Macerie, rovine e patrimoni (Valentina Soviero), Riti e percorsi dell’emergenza (Giovanni Gugg), Carnevale e rigenerazioni di comunità (Alessandra Broccolini, Simone Valitutto), Le fabbriche del consenso (Stefano Ventura), Spopolamenti: opacità dischiuse nei crinali del tempo (Marina Berardi), Generazione scossa (Marina Brancato, Rita Ciccaglione, M. Carolina Vesce).
 
A corredo di questo lavoro intellettuale di messa in dialogo di immagini, saperi ed emozioni, le introduzioni di Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, e di Antonia Pasqua Recchia, già Segretario Generale del MiC, la prefazione di Francesco Faeta sull’Irpinia “del giorno prima” quale metafora dell’impegno politico dell’antropologia italiana e delle ricerche di comunità nell’area prima del 1980, la postfazione di Mara Benadusi sull’Italia “del giorno dopo” che riorganizza la gestione dei disastri.